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L'Arte a Venezia
Il tratto predominante dell'arte veneziana è il colore, che permea tutta la sua storia artistica e la città stessa: dai colori del vetro, dei mosaici e degli smalti bizantini, ai preziosi pigmenti dei suoi dipinti, ai colori dei marmi dei palazzi e delle "pietre di Venezia", che vivono di infiniti e cangianti riflessi nel continuo sciabordare dell'acqua.
L'arte bizantina dei primi secoli ha la sua maggiore espressione nella Basilica di San Marco, un capolavoro unico nel suo genere che testimonia la straordinaria ricchezza dei commerci veneziani in epoca medievale e i suoi secolari rapporti culturali con l'Oriente.
Fin da questi suoi esordi e per oltre mille anni - fino alla fine della Repubblica - l'arte veneziana fu soprattutto "arte di stato", volta a esaltare la storia, la potenza e le glorie della Serenissima.
Quella veneziana è una vicenda artistica tra le più vitali, compatte, continue e autonome che il mondo occidentale possa vantare.
In pittura, scultura e architettura la fama dei suoi artisti - Bellini, Carpaccio, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo, Canaletto, Palladio e molti altri - e la qualità delle loro realizzazioni collocano Venezia tra i maggiori centri artistici a livello internazionale.
Pur imbevuta di una plurisecolare tradizione artistica, in un'epoca più moderna Venezia ha saputo nondimeno raccogliere le sfide dell'arte contemporanea. La Biennale, la Collezione Guggenheim e, più recentemente, la Collezione Pinault a Palazzo Grassi rappresentano oggi i poli principali della vita artistica contemporanea e ripropongono il ruolo artistico di Venezia come città d'arte del passato, nel presente e per il futuro.
