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Italics a Palazzo Grassi - Venezia
La frase giusta per capire di cosa tratta ITALICS la fornisce lo stesso Bonami: "ITALICS è il bello buttato nel frullatore insieme agli anni 70, il terrorismo, gli anni 80, Armani e Benigni, Ferrara e un paio di Veline. Per gustarlo ci vorrà una cannuccia larga. Per digerirlo il digestivo Antonetto di Nicola Arigliano."
Si passa dall'installazione All di Maurizio Cattelan, che affronta tragicamente il tema della morte con 9 salme in marmo allineate al suolo come in un obitorio, alle terre colorate di Mario Ceroli, alle "grotte" di carta della Grande Biblioteca di Baruchello, fino alle intramontabili sequenze di Fibonacci al neon di Mario Merz. Ascoltando attentamente le parole di Bonami, si comprende che l'apparente "disordine" che sembra mantenere le opere distanti semanticamente le une dalle altre, è in realtà un tentativo voluto per alimentare una discussione tra artisti che hanno diversamente interpretato il nostro tempo attraverso l'accostamento delle loro opere.
Sul Canal Grande si vede la scultura Autoritratto di Alighiero Boetti. È una fontana dove l'artista si bagna la testa e la testa fuma."È come se volesse raffreddare le idee, le tantissime idee che nella vita ha avuto". L'opera, oltre a una constatazione sulla creatività artistica, è anche una riflessione sulla realtà di Boetti, che muore per un tumore al cervello nel 1994, l'anno dopo la realizzazione di questo lavoro.
The cubic meter of infinity in mirroring cube è uno spazio disegnato da Michelangelo Pistoletto per Italics. Una stanza di specchi, con all'interno un cubo, un metro cubo di specchi. Tutto si specchia, lo spettatore, l'opera d'arte, lo spazio scompare. La storia scompare. E' conclusione e simbolo di quello che la mostra ha voluto essere: i punti di vista non sono unici, e nei tantissimi specchi non sappiamo quale sia la realtà e quale il riflesso.È solamente attraverso il nostro sguardo, la nostra immaginazione che l'opera si completa. L'attiva partecipazione dello spettatore fa parte della strategia di Michelangelo Pistoletto. Il suo obiettivo è di sciogliere i confini tra arte e vita.
