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Itinerari: Da Piazza S. Marco a S. Pietro di Castello attraverso il sestiere di Castello
Usciti dalla chiesa prendendo verso sinistra si attraversa il sottoportico di S. Zaccaria e si torna alla riva degli Schiavoni (il toponimo si riferisce ai marinai della Schiavonia o Slavonia, oggi Dalmazia, che qui approdavano per condurre i loro commerci). Proseguendo lungo la riva degli Schiavoni e oltrepasato l'ottocentesco monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele di Savoia si varca un ponte dal quale è possibile vedere il campanile pendente della chiesa di S. Giorgio dei Greci. Subito dopo la è la chiesa della Pietà o della Visitazione, rifabbricata su modello dell'architetto G. Massari, annessa all'attiguo istituto provinciale per l'infanzia S. Maria della Pietà. Questo istituto fiorentissimo nell'epoca della Repubblica provvedeva all'educazione musicale delle giovani orfane. Famosi erano i concerti diretti del celebre compositore e maestro di violino Antonio Vivaldi .
Dopo il ponte del Sepolcro si trova Palazzo Navagero casa dei due Andrea, zio e nipote, uno famoso storico e l'altro poeta. Entrando in calle del Dose si arriva in campo della Bragora, ribatezzato Bandiera e Moro, dove si può ammirare palazzo Gritti Badoer che conserva, nonostante i restauri, la bella facciata del s. XV, a sinistra vi è la calle della Morte, dove secondo la tradizione trovavano la morte i condannati del Consiglio dei Dieci, e la chiesa quattrocentesca di S. Giovanni in Bragora che secondo la tradizione fu fondata nell'VIII sec. La facciata in mattoni ripete il tipico modello tardogotico veneziano con il tipico coronamento mistilineo. Qui venne battezzato Antonio Vivaldi e all'interno sono presenti importanti opere della pittura veneziana.
Prendendo la calle del Pistor, a sinistra della chiesa, si arriva alla piscina di S. Martino, dove si trova l'omonima chiesa ricostruita nel XVI sec su progetto di Jacopo Sasovino. Poco dopo si entra nel campo dell'Arsenale.
É veramente suggestivo potere ammirare l'ingresso da terra del famoso Arsenale di Venezia grandioso complesso di cantieri, officine e depositi da cui uscirono le flotte veneziane, base della potenza economica, politica e militare della Repubblica. Attraverso uno sviluppo durato molti secoli esso occupò una vasta zona della parte orientale della città, ben difesa da canali naturali e artificiali e da una cinta di alte mura che racchiudono in una meravigliosa fusione capannoni ed edifici monumentali in mezzo a vasti specchi d'acqua.
Nell'ingresso si trova uno splendido portale del secolo XV, strutturato come un grandioso arco trionfale ed è ritenuto una delle prime opere del Rinascimento a Venezia. Fu posteriormente ridecorato e ampliato con intenti commemorativi e celebrativi. Ai lati si trovano i due colossali leoni marmorei, arrivati dalla Grecia, preda di guerra di Francesco Morosini.
Attraversato il ponte si percorra la fondamenta dell'Arsenale alla fine della quale si aprono il Museo Navale (dove è possibile seguire la storia e lo sviluppo della potenza navale veneziana )e la Chiesa di san Biagio oggi riservata alla marina militare. Qui Ebbe sede per molto tempo, prima di passare all'attuale chiesa di S. Giorgio dei Greci, la comunità greca di Venezia.
Disceso il ponte della Veneta Marina, lasciata a destra la riva dei Sette Martiri - cosi chiamata in onore dei sette veneziani fucilati dai nazisti durante la seconda guerra mondialeai – e che termina ai Giardini Pubblici sede della Biennale d'Arte ed Architettura, si percorra la via Garibaldi,( la napoleonica via Eugenia) la arteria più popolare del sestiere. Subito a destra la lapide a ricordare la dimora di Giovanni e Sebastiano Caboto. Proseguendo lungo la via si arriverà all' isola di S. Pietro di Castello.
Al piede del ponte si apre il suggestivo e silenzioso il campo di S. Pietro, con il campanile rinascimentale - unico a Venezia ad essere tutto rivestito di pietra
d'Istria –, l'ex palazzo Patriarcale e l'omonima chiesa che fu a lungo sede vescovile. L'imponente facciata fu costruita da Francesco Smeraldi in esecuzione di un antico progetto di A. Palladio. Nel vasto e luminoso interno si può ammirare, tra le altre opere, il bellissimo altar maggiore, opera barocca realizzata su disegno di B. Longhena.
