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Itinerari: Da Piazza S. Marco a S. Pietro di Castello attraverso il sestiere di Castello

Se da Piazza San Marco ci si vuole dirigere verso la parte più orientale della città si deve costeggiare il palazzo Ducale dal lato del Bacino e attraversare il Ponte della Paglia uno dei più antichi della città da dove di può ammirare il ponte dei Sospiri, costruzione barocca, passaggio per i carcerati, e il Palazzo delle Prigioni. Si prende poi la riva degli Schiavoni, splendida passeggiata che fiancheggia il Bacino di S. Marco, fino alla calle delle Rasse (da rassa  o rascia, grosso panno di lana usato soprattutto per il "felze" delle gondole). A destra rimane il Palazzo Dandolo, bellissimo esempio de gotico veneziano, oggi hotel Danieli. Oltrepassata la calle delle Rasse ed il ponte di S. Provolo si entra attraverso un bel portale   gotico  nel campo S. Zaccaria, tranquillo e pittoresco. Il campo un tempo privato apparteneva al Convento delle Benedettine una delle istituzione più antiche di Venezia. Si possono ancor oggi  ammirare l'antico Convento delle Benedettine, soppresso nel 1810, ora caserma, il campanile in cotto del XIII secolo, una serie di eleganti arcate della fine del '400 che delimitavano il cimitero dell'area conventuale e soprattutto  la chiesa di S. Zaccaria, una delle più interessanti della città, la cui facciata è un bellissimo esempio del rinascimento veneziano, capolavoro di Mauro Codussi.

Usciti dalla chiesa prendendo verso sinistra si attraversa il sottoportico di S. Zaccaria e si torna alla riva degli Schiavoni (il toponimo si riferisce ai marinai della Schiavonia o Slavonia, oggi Dalmazia, che qui approdavano per condurre i loro commerci). Proseguendo lungo la riva degli Schiavoni e oltrepasato l'ottocentesco monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele di Savoia si varca un ponte dal quale è possibile vedere il campanile pendente della chiesa di S. Giorgio dei Greci. Subito dopo la è la chiesa della Pietà o della Visitazione, rifabbricata su modello dell'architetto G. Massari, annessa all'attiguo istituto provinciale per l'infanzia S. Maria della Pietà. Questo istituto fiorentissimo nell'epoca della Repubblica  provvedeva all'educazione musicale delle giovani orfane. Famosi erano  i concerti diretti del celebre compositore e maestro di violino Antonio Vivaldi .

Dopo il ponte del Sepolcro si trova Palazzo Navagero casa dei due Andrea, zio e nipote, uno famoso storico e  l'altro poeta. Entrando in calle del Dose  si arriva in campo della Bragora, ribatezzato Bandiera e Moro, dove si può ammirare  palazzo Gritti Badoer che conserva, nonostante i restauri, la bella facciata del s. XV, a sinistra vi è la calle della Morte, dove secondo la tradizione trovavano la morte i condannati del Consiglio dei Dieci, e la chiesa quattrocentesca di S. Giovanni in Bragora che secondo la tradizione fu fondata nell'VIII sec. La facciata in mattoni ripete il tipico modello tardogotico veneziano con il tipico coronamento mistilineo. Qui venne battezzato Antonio Vivaldi e all'interno sono presenti importanti opere della pittura veneziana.

Prendendo la calle del Pistor, a sinistra della  chiesa, si arriva  alla piscina di S. Martino, dove si trova l'omonima chiesa ricostruita nel XVI sec su progetto di Jacopo Sasovino. Poco dopo si entra nel campo dell'Arsenale.

É veramente suggestivo potere ammirare l'ingresso da terra del famoso Arsenale di Venezia grandioso  complesso di cantieri, officine e depositi da cui uscirono le flotte veneziane, base della potenza economica, politica e militare della Repubblica. Attraverso uno sviluppo durato molti secoli esso occupò una vasta zona della parte orientale della città, ben difesa da canali naturali e artificiali e da una cinta di alte mura che racchiudono in una meravigliosa fusione capannoni ed edifici monumentali in mezzo a vasti specchi d'acqua.
Nell'ingresso  si trova  uno splendido portale del secolo XV, strutturato come un grandioso arco trionfale ed è ritenuto una delle prime opere   del Rinascimento a Venezia. Fu  posteriormente ridecorato e ampliato con intenti commemorativi e celebrativi. Ai lati si trovano i due colossali leoni marmorei, arrivati dalla Grecia, preda di guerra di Francesco Morosini.

Attraversato il ponte si percorra la fondamenta dell'Arsenale alla fine della quale si aprono il Museo Navale (dove è possibile seguire la storia e lo sviluppo della potenza navale veneziana )e la Chiesa di san Biagio oggi  riservata alla marina militare. Qui Ebbe sede per molto tempo, prima di passare all'attuale chiesa di S. Giorgio dei Greci, la comunità greca di Venezia.

Disceso il ponte della Veneta Marina, lasciata a destra la riva dei Sette Martiri - cosi chiamata  in onore dei sette veneziani fucilati dai nazisti durante la seconda guerra mondialeai – e che termina ai  Giardini Pubblici sede della  Biennale d'Arte ed Architettura, si percorra la via Garibaldi,( la napoleonica via Eugenia) la arteria più popolare del sestiere. Subito a destra  la lapide a ricordare la dimora di  Giovanni e Sebastiano Caboto. Proseguendo lungo la via si arriverà all' isola di S. Pietro di Castello.

Al piede del ponte si apre il suggestivo e silenzioso il campo di S. Pietro, con il campanile rinascimentale - unico a Venezia ad essere tutto rivestito di pietra
d'Istria –, l'ex palazzo Patriarcale e l'omonima chiesa che fu a lungo sede vescovile. L'imponente facciata fu costruita da Francesco Smeraldi  in esecuzione di un antico progetto di A. Palladio. Nel vasto e luminoso interno si può ammirare, tra le altre opere,  il bellissimo altar maggiore, opera barocca realizzata su disegno di B. Longhena.