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Itinerari: San Giorgio e il Canal Grande
Anticamente detta l’isola dei cipressi, un tempo era un luogo di orti, mulini e saline, la cui storia è strettamente legata alla vicende della Repubblica.
Nell’anno 982 l’isola fu ceduta dal doge Tribuno Memmo all’abate Giovanni Morosini, che vi fondò una comunità benedettina. Nel corso dei secoli l’isola ed il complesso religioso si arricchirono di patrimoni artistici e culturali, oltre a numerose prestigiose reliquie, tra le quali il corpo di S. Stefano protomartire, venerato per secoli dal Doge, che vi si recava nella notte tra Natale e Santo Stefano con una processione trionfale.
L’isola ed il suo complesso architettonico iniziarono ad assumere l’aspetto odierno intorno alla metà del ‘400, in concomitanza con importanti interventi edilizi: la costruzione della splendida “manica lunga”, un luminosissimo corridoio con volta a botte lungo ben 128 metri, per ospitare le celle dei frati, realizzato su disegno di Giovanni Buora, al quale si deve anche il progetto del Chiostro degli allori.
Nella seconda metà del XVI secolo fu la volta di Andrea Palladio, che, oltre all’odierna chiesa, eresse il Refettorio ed il chiostro dei Cipressi, attualmente separato dal chiostro del Buora dalla Biblioteca del Longhena, che rientra nell’ultimo grande ciclo di interventi sull’isola, risalente alla metà del ‘600 e comprendente anche il meraviglioso Scalone che porta agli appartamenti degli abati.
Con la conquista napoleonica anche l’isola seguì le sorti della Repubblica; alla soppressione del monastero seguirono abbandono e spoliazioni: anche la famosa tela del Veronese “Le nozze di Cana” prese la via della Francia, dove si trova tuttora al Louvre. Al suo posto, sulla parete di fondo del Refettorio palladiano, oggi possiamo ammirare un fac-simile dell’opera, creato nel 2007 per volere e a spese della Fondazione “Giorgio Cini”, che dal 1951, ha ridato vita e dignità all’isola, restituendole, insieme al suo maestoso aspetto, le funzioni socio-culturali, svolte per secoli dai monaci benedettini, ed ora rinate in chiave laica.
Il complesso della Fondazione è visitabile di sabato e domenica, oppure su prenotazione. Non mancate di entrare ad ammirare anche l’interno della chiesa con i suoi capolavori, tra i quali vanta una “Ultima Cena” del Tintoretto.
Prima di uscire dalla chiesa per lasciare l’isola, non perdete l’occasione di ammirare il più splendido panorama sulla laguna di Venezia, che potete gustare dall’alto del campanile di San Giorgio Maggiore.
Per vedere i Palazzi che si affacciano sul Canal Grande si suggerisce di montare su un vaporetto della linea 1 o 2, partendo da S.Marco Vallaresso, in direzione Ferrovia.
Il Canal Grande è sempre stato la via d'acqua più importante di Venezia. E' lungo circa 4 Km, ha una profondità massima di 5 m e divide la città in 2 parti con 3 sestrieri ciascuna. I palazzi che vi si affacciano erano un tempo la residenza e il deposito delle merci dei ricchi e aristocratici mercanti veneziani, per questo chiamati case fondaco cioè case magazzino.
Si cita ora una serie di edifici, ritenuti tra i più notevoli, alcuni dei quali si sono trasformati in museo e quindi di pubblico accesso.
Entrando in canale da Bacino S.Marco il primo edificio a sinistra è la Dogana da Mar dove, ai tempi della Repubblica, si scaricavano le merci in arrivo dal mare e si pagava il dazio. E' stata ricostruita nel XVII sec. e diventerà a giugno 2009 sede di un Museo di Arte contemporanea.
Di seguito la chiesa votiva di S.Maria della Salute, massimo esempio di architettura barocca, opera di Baldassarre Longhena. Si costruì per ringraziare la Vergine Maria per la fine della terribile epidemia di peste del 1630.
Si trova ora un esempio di traghetto con la gondola che permette di attraversare il Canal Grande con la spesa di soli 50 centesimi. Un tempo erano innumerevoli, ora sono solo 5.
A destra si scorge Palazzo Gritti, di costruzione gotica del XV sec., oggi sede di uno dei più prestigiosi alberghi veneziani.
A sinistra, Palazzo Venier dei Leoni, oggi sede della Collezione Peggy Guggenheim che ospita opere dei maggiori artisti dell'Avanguardia europea e americana. Unico palazzo rimasto incompiuto a causa delle difficoltà finanziarie della famiglia Venier.
A destra, prima del ponte dell'Accademia, Palazzo Barbaro Curtis, costruzione gotica del XV sec.che, ai primi del '900, divenne un famoso salotto letterario frequentato anche dal poeta Henry James e il pittore John Singer Sargent (amici della Famiglia Curtis).
Ecco il primo ponte che attraversa il Canal Grande: il ponte dell'Accademia che prende il nome dalle Gallerie dell'Accademia (poco più avanti a sinistra), la più rinomata raccolta di pittura veneziana dal XIV al XVIII sec.
Proseguendo oltre il ponte sempre a sinistra si trova Cà Rezzonico. Più volte a Venezia si legge la parola “cà” davanti ai nomi dei palazzi. E' semplicemente l'abbreviazione di casa. Quindi questo palazzo era la residenza della famiglia Rezzonico. Oggi è il museo del '700 veneziano iniziato da Baldassarre Longhena e terminato da Giorgio Massari a metà del '700.
Sempre del Massari è Palazzo Grassi, di fronte a Cà Rezzonico, ultimo esempio di lussuosa casa patrizia prima della caduta della Repubblica nel 1797.
Oggi è proprietà di Monsieur Pinault, sede di esposizioni temporanee.
A sinistra, sull'ansa del canale, Cà Foscari,splendido esempio di gotico fiorito e dimora nel XV sec del doge Francesco Foscari. E' oggi sede dell'Università di Venezia.
A destra, dopo il pontile di S. Angelo, Palazzo Corner Spinelli, costruito alla fine del '400 da Mauro Codussi,un illustre architetto lombardo che introdusse a Venezia le prime architetture rinascimentali.
A destra, poco prima del pontile di Rialto, i due palazzi contigui Loredan e Farsetti, uno dei rari esempi di stile veneto-bizantino, lo stile più antico che troviamo a Venezia (XII-XIII sec.). Sono sede oggi del Comune.
Davanti si erge il Ponte di Rialto, il più antico e, fino a metà '800, unico ponte sul Canal Grande. Per secoli ponte levatoio in legno per consentire il passaggio delle navi mercantili che dovevano raggiungere il mercato poco più avanti. Fu costruito nella forma attuale nel 1588 da Antonio Da Ponte.
A destra il Fontego dei Tedeschi, del 1505,un tempo alloggio e deposito delle merci di tutti i mercanti di lingua tedesca.
A sinistra si vede l'antico millenario mercato di Rialto aperto solo il mattino fino alle 12.30, che si consiglia vivamente di visitare per apprezzare uno degli aspetti della vita quotidiana veneziana.
A destra poco più avanti uno degli edifici gotici più conosciuti e ammirati del Canal Grande: la Cà D'Oro. La facciata era infatti un tempo decorata con una sottile foglia d'oro poi scomparsa per sempre. E' oggi sede della Collezione Franchetti.
Più avanti, a sinistra si vede Cà Pesaro,uno dei più imponenti edifici barocchi, opera di Baldassarre Longhena. E' sede del Museo di Arte Moderna e di una magnifica collezione di Arte Orientale.
Più avanti a destra Palazzo Vendramin Calergi, una delle più maestose costruzioni della Prima Rinascenza. Soggiornò e vi morì Richard Wagner nel 1883. Oggi è sede del Casinò Municipale di Venezia.
Sul lato sinistro, poco più avanti, si trova il Fontego dei Turchi, tipica casa-fondaco di stile veneto-bizantino, che ha subito un radicale restauro nel corso dell'800. E' oggi sede del Museo di Storia Naturale.
Davanti si erge il terzo ponte sul Canal Grande: il Ponte degli Scalzi costruito dall'Ing. Miozzi.
Oltre il ponte a destra la Chiesa dedicata a S.Maria di Nazaret, detta degli Scalzi dall'ordine dei frati Carmelitani che la fece costruire.Il progetto è di Baldassarre
Longhena e la facciata di Giuseppe Sardi.
Chiude il Canal Grande il Ponte della Costituzione, opera del rinomato architetto spagnolo Santiago Calatrava, inaugurato nel settembre del 2008. E' ad arco ribassato e i materiali usati sono vetro, acciaio e pietra d'Istria.
