Città » Venezia » Approfondimenti
Itinerari: Da piazza San Marco a Rialto attraverso i sestieri di San Marco, Santa Croce e San Polo
Imboccando la calle che si apre a destra del Campo, si raggiunge calle della Mandola, ove si può scegliere, girando a destra e raggiungendo campo Manin, di prendere una stretta calle sulla destra e di raggiungere la Scala Contarini dal Bovolo. Si tratta di una scala a chiocciola (bòvolo, in dialetto veneziano), costruita nella seconda metà del '400 all'esterno del gotico palazzo Contarini, in modo da mettere in comunicazione tutti i piani dell'edificio. Per Venezia si trattava di una soluzione del tutto inconsueta, e a questo deve la sua meritata notorietà.
Ritornando sui propri passi e ripercorrendo la calle della Mandola, ci si trova in Campo Sant'Angelo. La chiesa che gli dà il nome venne demolita nel XIX secolo, e per questo il campo appare tanto arioso. Da qui, è impossibile non notare il campanile pendente della chiesa di Santo Stefano. Il convento e la chiesa degli agostiniani di Santo Stefano si trovano a cavallo di due isole e quando, nella prima metà del XV secolo, si decise di ricostruire e ampliare la chiesa, il nuovo presbiterio fu edificato, con una soluzione molto audace, sopra il rio. Il ponte conduce al portale gotico del convento e alla calle dei Frati, oltre la quale si trova la facciata della chiesa di Santo Stefano, il cui portale è uno dei più notevoli esempi di gotico fiorito. Di fronte alla chiesa si trovava il cimitero, del quale oggi rimane traccia solo nel nome del graziosissimo campiello dei Morti, che si raggiunge da calle del Pestrin (lattaio). Nell'area del cimitero i frati consentirono nel 1432 la costruzione della sede di una confraternita, la Scuola di S. Stefano, il cui portale è ancora visibile al numero civico 3467.
Campo Santo Stefano è uno dei campi più vasti della città. Alle sue estremità sorgono due chiese: quella conventuale di Santo Stefano, e la parrocchiale di San Vidal. Sul lato sinistro del campo si nota il seicentesco palazzo Morosini, sul cui portale d'ingresso campeggia la decorazione a soggetto militare, che ci ricorda le vittorie del suo costruttore, il doge Francesco Morosini, conquistatore del Peloponneso. Accanto all'ingresso, una stretta calle conduce al campiello dominato dalla mole imponente del sontuoso palazzo Pisani, costruito nell'arco di più di un secolo da una tra le più prestigiose famiglie del patriziato veneziano. Il palazzo è ora sede del Conservatorio di musica Benedetto Marcello. Tornando in campo Santo Stefano, a sinistra si trova il giardino del neo-gotico palazzo Cavalli-Franchetti, mentre di fronte si nota la lunga facciata cinquecentesca di palazzo Loredan, un tempo affrescata da Giuseppe Porta, detto il Salviati. Notevole è la facciata in pietra d'Istria del lato breve del palazzo, costruita nel '600, che finge un ingresso inesistente. Al centro del campo si trova una delle rare statue presenti a Venezia, a ricordare l'eroe del Risorgimento Niccolò Tommaseo.
Si può ora lasciare il campo, prendendo la calle delle Botteghe e, da lì, raggiungere lo stazio , cioè il pontile del traghetto, con il quale si attraversa rapidamente il Canal Grande per raggiungere campo San Tomà. E' impossibile non notare, di fronte alla chiesa omonima, l'edificio della Scuola dei Calegheri, ossia la sede quattrocentesca della corporazione dei calzolai. La lunetta del portale raffigura uno dei miracoli di San Marco, che ha come coprotagonista il calzolaio alessandrino Aniano.
Oltrepassato il campo e costeggiate le absidi gotiche della chiesa dei Frari, ci si trova nello scenografico spazio urbano, definito dalla chiesa di San Rocco e dall'omonima Scuola Grande, che si erge a sinistra del campo. Le grandi colonne libere della scuola, costruita nel Cinquecento, vennero riprese anche per la settecentesca facciata della chiesa. La Scuola Grande di San Rocco è celebre per lo spettacolare ciclo pittorico di Jacopo Tintoretto, uno dei protagonisti della pittura rinascimentale veneziana .
La chiesa dei Frari è uno dei principali complessi monumentali a Venezia, e ospita al suo interno alcuni tra i più rilevanti capolavori dell'arte italiana. Dedicata a Santa Maria Gloriosa, l'imponente fabbrica gotica era la principale sede dei frati minori conventuali e fu eretta insieme al convento sull'area donata ai francescani nel 1236 dal doge Jacopo Tiepolo. L'antico convento venne soppresso da Napoleone, e dal 1815 è sede dell'Archivio di Stato di Venezia che, con i suoi circa 70 km di scaffalature, è uno dei più importanti al mondo, non solo per la millenaria storia di Venezia, ma anche per quella di tutti i paesi che con Venezia stessa hanno intrattenuto rapporti commerciali e diplomatici.
Passato il ponte dei Frati, si può volgere a sinistra lungo la fondamenta e poi, di nuovo a sinistra costeggiare la facciata ottocentesca dell'archivio. A breve distanza si raggiunge la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Stupenda è la struttura architettonica di accesso al campiello della scuola, opera elegantissima del primo Rinascimento.
Proseguendo lungo la calle dell'Olio e oltrepassato il rio Marin, si raggiunge campo San Giacomo dell'Orio, affascinante per la sua atmosfera vivace, spesso animato dai giochi dei bambini. Al centro sorge la chiesa che, rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, mostra la felice compresenza di elementi di epoche diverse; notevole è la trecentesca copertura lignea a carena di nave.
Prendendo la calle del Tintor, e proseguendo lungo la calle del Scaleter, al ponte si possono ammirare le polifore del bel palazzo gotico della famiglia Bernardo, oltre il quale si raggiunge campo San Polo che, dopo Piazza San Marco, è il campo più grande di Venezia. Può stupire la forma curva delle facciate dei palazzi Soranzo e Maffetti-Tiepolo, determinata dalla presenza originaria di un canale, interrato nel 1761.
Ritornando a palazzo Bernardo, si prende la calle del Cristo, a destra, per raggiungere campo Santa Maria Mater Domini. Chi lo desiderasse, potrebbe rischiare di perdersi per raggiungere il vicino ponte delle Tette, che porta a quello che un tempo era il quartiere delle prostitute.
Proseguendo invece per la calle del Cristo e raggiungendo campo Santa Maria Mater Domini, si può ammirare, sulla sinistra, casa Viaro-Zane, interessante per il primo piano gotico, la cui polifora presenta decorazioni marmoree policrome. Al n. 2177 si trova una deliziosa casa gotica trecentesca, e di fronte, al n. 2174, la casa Zane, raro e notevole esempio di architettura veneto-bizantina del Duecento, con quadrifora, patere e croci infisse.
Attraversato il ponte, si gira a sinistra e si prende poi il sottoportego della Siora Bettina, per passare campo San Cassian e raggiungere la calle dei Botteri, che ci porterà al Canal Grande. Seguendo, verso destra, la fondamenta, ci si trova nel cuore del mercato di Rialto, alle pescherie, oltre le quali inizia il mercato ortofrutticolo e l'area delle altre rivendite alimentari.
Al tempo dei dogi, Rialto era il centro della finanza e del commercio internazionale, sul quale per secoli è stato fondato lo sviluppo dell'intera città. Un incendio devastante distrusse il mercato nel 1514. Gli edifici ora sede dei tribunali, della Corte dei Conti e del Magistrato alle Acque vennero costruiti nel corso del Cinquecento. Strettamente connesse al sistema del mercato, troviamo anche le chiese di San Giovanni Elemosinario e di San Giacometto. Sul retro di quest'ultima è ancora leggibile l'iscrizione su pietra, che ammonisce i mercanti a non imbrogliare con i pesi e le misure.
Il celeberrimo ponte di Rialto, animato dalle tante botteghe, fu costruito nel 1588 su progetto di Antonio da Ponte in sostituzione di un antico ponte di legno, come elemento di comunicazione tra il mercato, centro economico-finanziario, e il centro politico di piazza San Marco; fino al 1854 è stato l'unico ponte sul Canal Grande.
