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Venezia e la sua laguna
Per comprendere la storia di Venezia, dalla sua nascita alle prospettive future, è indispensabile conoscere l'ecosistema particolare e prezioso che è la laguna di Venezia. Si tratta di una delle più vaste "zone umide" d'Europa, pari a un'estensione di 550 km2 (circa 50 km di lunghezze per 12 km di larghezza). La profondità media della laguna, nonostante in alcuni punti raggiunga anche i 20 metri, è di neanche 80 cm. Questo spiega la presenza nel paesaggio lagunare dei numerosi pali (briccole) che segnano i canali navigabili, alcuni naturali altri artificiali. La laguna è in comunicazione costante con il mare attraverso tre canali detti "bocche di porto" perché da qui transitano le navi che si dirigono al porto industriale e al porto passeggeri. Da questi tre canali, per effetto della marea, ogni sei ore entra e ogni sei ore esce l'acqua del mare e della laguna. L'escursione di marea normalmente non è eccessiva (50-100 cm), ma assicura il ricambio costante dell'acqua che pur tuttavia è salmastra, in quanto oltre all'apporto del mare, sfociano in laguna alcuni fiumi della terraferma veneta. Tutto ciò comporta una grande varietà di flora e fauna. Se in caso di particolari congiunzioni astronomiche di Luna e Sole, a cui possono assommarsi piogge abbondati e venti di scirocco o di bora, la marea supera gli 80-100 cm sopra il livello del mare, in alcune parti della città si verifica il fenomeno dell'acqua alta. Nella laguna si possono identificare almeno una quarantina d'isole, oltre a Venezia. Molte sono ancora abitate, come Murano, Burano, Torcello, Lido e Pellestrina, le più rilevanti dal punto di vista turistico. Altre sono in stato di abbandono o recentemente sottoposte a opere di recupero. Oltre alle isole propriamente dette, sono presenti in laguna degli isolotti sabbiosi, anche di vaste proporzioni, che a seconda del livello di marea, possono emergere o essere sommersi dalle acque. Le velme emergono solo con bassa marea; le barene sono normalmente visibili, e sommerse solo dall'alta marea; tra di esse scorrono i ghebi, stretti e tortuosi canali naturali attraverso i quali si distribuisce capillarmente il flusso di marea su tutta la superficie lagunare. Chi arriva in aereo a Venezia potrà godere del sorprendente spettacolo che offre tale conformazione ambientale. Purtroppo il moto ondoso provocato dal sempre crescente traffico acqueo sta inesorabilmente erodendo questo delicato sistema idrogeologico e compromettendone l'equilibrio.
Acqua alta
L'inondazione della città a causa di maree sostenute è un evento di cui le cronache dei secoli scorsi ci danno già testimonianza. Mentre nel passato era considerato un caso eccezionale, negli ultimi 50 anni il così detto fenomeno "dell'acqua alta" è divenuto una delle questioni più urgenti per la soprav vivenza stessa della città. Quando si annunciano 100 cm di marea, s'intende ovviamente 100 cm sopra il livello del mare, quindi p.e. Piazza San Marco, che si trova a 60-65 cm s.l.m., sarà sommersa per 35-40 cm. Maree di 60-70 cm allagano solo le parti più basse della città, come la piazza San Marco e Rialto, evento che si verifica in media 200 volte l'anno. In quel caso basta allontanarsi da detti luoghi per trovarsi all'asciutto. Se la marea è di 120-130 cm allora la situazione diventa critica per gran parte della città (il 68%), ma questo succede di media una o due volte l'anno. Nel 1966 si ebbe la più grande inondazione, con 194 cm di marea. Ricordate che, dopo aver raggiunto il suo picco, la marea defluisce per cui, prima di comprarsi gli stivali, conviene aspettare una o due ore, e la situazione tornerà normale. In Piazza San Marco, e nei luoghi più sovente inondati, sono predisposte delle passerelle per permettere comunque la circolazione. Attenzione: è severamente vietato fermarsi sulle passerelle a scattare foto e intralciare la circolazione.
Per quanto incredibile possa sembrare lo spettacolo di una città che tenta di proseguire la sua vita normale con i piedi nell'acqua, bisogna avere presente che l'acqua alta non è per niente divertente. Gli abitanti sono avvisati con sirene dell'arrivo di una marea superiore a 110 cm. Quelli che hanno magazzini, negozi, e abitazioni ai piani terreni, corrono ad alzare le loro cose dal suolo; molte attività si bloccano, p.e. i trasporti acquei in quanto le barche non hanno spazio sufficiente per passare sotto i ponti; i danni alle strutture murarie sono irreversibili e i costi economici per la città rilevanti. Per un veneziano l'acqua alta è sempre uno spettacolo desolante.
Le cause
Le cause dell'acqua alta, come si è spiegato, sono di natura astronomica e meteorologica, ma il loro verificarsi sempre più frequente ha ragioni maggiormente complesse. Le coste italiane dell'alto Adriatico sono soggette a subsidenza, ovvero all'abbassamento del terreno, normalmente per compattazione. A questo si assomma il fenomeno dell'eustatismo, l'innalzamento del livello medio del mare, che nella nostra epoca promette di diventare sempre più rilevante. Il risultato è che rispetto al livello marino, nell'ultimo secolo, il territorio lagunare è sprofondato di 25 cm. Gli interventi dell'uomo nell'epoca industriale hanno contribuito ad aggravare la situazione. In particolare la costruzione di Porto Marghera, lo svuotamento delle falde freatiche, lo scavo e/o l'approfondimento di canali portuali, la circolazione di grandi navi, l'erosione dei fondali e la sparizione del 75% delle barene, hanno devastato quell'equilibrio delicatissimo tra terra e acqua che contraddistingueva l'ecosistema lagunare e ha permesso la costruzione di questa eccezionale città.
Flora e fauna della laguna
Nelle barene, data la salinità del terreno, si sviluppano solo piante alofile come la spartina delle barene (Spartina maritima), la salicornia fruticosa (Sarcocornia fruticosa)e la salicornia erbacea (Salicornia europea), il limonio comune (Limonium narbonense) e il gramignone marittimo (Puccinellia palustris). Queste piante giocano un ruolo importantissimo nella consolidazione del suolo melmoso. Nelle barene trovano ricca fonte di alimentazione numerose specie di uccelli: il Cavaliere d'Italia (Himantopus), la Garzetta (Egretta Garzetta) , il Beccapesci (Sterna Sandvicensis), la Volpoca (Tadorna), il Gabbiano Reale (Larus Cachinnans), l'Avocetta (Recurvirostra Avocetta). In prossimità della terraferma e dei corsi d'acqua dolce si estende invece la caratteristica flora lagunare dei canneti, costituita dalla cannuccia di palude e dalla tifa. Qui, nel periodo invernale, si rifugiano uccelli di passo come il Cormorano (Phalacrocorax Carbo), l'Airone Rosso (Ardea Purpurea), il Falco di Palude (Circus Aeruginosus), il Germano Reale (Anas Platyrhynchos). Pesci crostacei e molluschi popolano la laguna. Molti sono pesci marini come cefali, orate, spigole, ombrine, anguille e passere che entrano in laguna nei mesi primaverili ed estivi per riprodursi. Alcune zone della laguna sono adibite all'allevamento di queste pesci oltre che di cozze, vongole e ostriche.